domenica 25 agosto 2013

Nuova Rubrica - Intolleranze alimentari

Eccomi qui di nuovo dopo le vacanze estive.

Grande novità nell'aria!

Visto il crescente problema dell'intolleranza alimentare da parte delle persone, abbiamo pensato di dedicare una pagina totalmente a loro! Essendo un tema molto delicato e non avendo io le conoscenze specifiche in materia ho creato un collegamento con la pagina di un Blog (in lingua tedesca, ma con traduttore incorporato) di una ragazza (mia nipote!) che ad un certo punto della sua vita ha scoperto di avere tutte queste intolleranze e da quel momento in poi (24 Agosto 2013) ha iniziato a pubblicare solo ricette adatte alla sua condizione, qui potete trovare ricette ideali per:
  • intolleranza al latte
  • intolleranza al glutine
  • intolleranza all'istamina

Per il momento è tutto, quanto prima pubblicherò qualcosa di mooolto goloso, promesso ;-)

Buona giornata a tutti e....

.....Buon appetito!






sabato 29 giugno 2013

Durata di conservazione degli alimenti congelati

Proprio oggi mi serviva sapere se le costolette di maiale che avevo in congelatore erano ancora utilizzabili, quindi ho fatto una ricerca su internet e ho trovato questo sito che propone una tabella semplice e chiara, compresi alcuni consigli da seguire durante gli acquisti presso i supermercati.

Tra i vari metodi di conservazione il freddo è probabilmente il migliore perché:

- non prevede l'aggiunta di sostanze potenzialmente nocive (sale, additivi, conservanti); 
- non causa la produzione di sostanze cancerogene (affumicatura, grigliatura, calore);
- non modifica in modo sensibile le caratteristiche organolettiche di buona parte degli alimenti e mantiene pressoché inalterate le loro qualità nutritive (per esempio le vitamine sono molto più sensibili al caldo che al freddo).

Durante la conservazione le piccole molecole d'acqua non congelate permettono lo svolgersi di reazioni chimiche ed enzimatiche che portano, seppur lentamente, al deterioramento dei cibi. Le modificazioni della composizione degli alimenti sono tanto minori quanto più bassa è la temperatura a cui l'alimento viene conservato.

Durata di conservazione, in mesi, degli alimenti riposti nel congelatore domestico:

Alimenti
-18°C
-25°C
-30°C

Ortaggi
12
18
24

Frutta
12
18
24

Carne



Manzo
9
12
18
Vitello
6
12
18
Agnello
6
12
18
Maiale
4
12
15
Pollame
6-9
12
18
Conigli, oche
4-6
-
-
Anatre, tacchini
4-6
-
-
Selvaggina
6-10
12
12

Pesce*



Magro
6-8
12
15
Grasso (anguilla, sgombro, salmone, aringa)
3-4
7-8
8-9
Crostacei
3-4
12
17
Molluschi
2-3
10
12

Burro
8
12
15

Formaggi
4
6
6

Precucinati
2-4
6
6

Dolci
2-4
8
12

Superati i limiti di tempo consigliati dalla tabella sovrastante, gli alimenti sono ancora perfettamente commestibili ma le loro caratteristiche nutritive ed organolettiche sono soggette ad un lento ed apprezzabile declino.

Affinché sia efficiente la catena del freddo dev'essere continua, in modo da impedire rilevanti variazioni di temperatura durante il trasporto, il deposito o la vendita dell'alimento. 

Anche l'acquisto è un momento delicato e potenzialmente pericoloso, poiché spesso espone il prodotto ad uno shock termico che ne altera le proprietà nutritive ed organolettiche.

Tale incidente è tanto più probabile quanto maggiore è la temperatura ambientale ed il tempo intercorso tra l'acquisto ed il suo deposito nel congelatore.

La brina presente all'interno di una confezione molle e deformata è un chiaro segnale che la catena del freddo si è interrotta per troppo tempo.

Oltre a portare con sé una borsa termica ed acquistare alimenti surgelati solo al termine della spesa, è possibile accertarsi della lo corretta conservazione anche osservando il congelatore del supermercato:

- il termometro posto al suo interno deve avere una temperatura uguale o inferiore ai -18°C;
- le pareti del banco non dovrebbero essere ricoperte da uno spesso strato di ghiaccio;
- i vari alimenti dovrebbero sempre essere posti al di sotto della linea rossa, che indica il massimo carico del freezer, cioè il livello oltre il quale il prodotto non è più alla temperatura prescritta.

(*) il pesce non sopporta lunghi tempi di conservazione perché ricco di lipasi, enzimi capaci di degradare i lipidi senza bisogno di acqua (che viene sottratta dal processo di congelamento).